Amore, lievemente trasgressivo
  giovedì, luglio 02, 2009  

Vengo a sussurrarti lievemente un segreto intimo che ha uno spazio nella coscienza nitido: mio sogno chiaro.
Questo amore che viviamo con leggero piglio trasgressivo, si evoca con la Poesia, come fiore di Piacere e di rarità.
E guarda la luna mente ti scrivo vengo da te lentamente..
Dal principio il coinvolgimento armonico e arpeggiante mirava alla conoscenza intima, alle infinità dell’anima, alle sue più alte Essenze.
Dal principio ti ho sentito con occhio interno e ho lasciato che mi sentissi, che Anima e Voglia mi avvertissero per la pelle fino in fondo, nelle righe della mente, nelle pagine della delicatezza del nostro fulcro più profondo, della nostra rosa delle sensibilità: lato divino.
Miriamo ancora questo spettacolo di creazione, innesti di Eccelsi piaceri in calici trasparenti.
E se in un’ora di impressione la vita ci passa per una tiepida illusione, in questa  fiduciosa attesa, la presenza langue e pascolano i pensieri sparsi amorosamente con accesa passionalità.
Questo sogno non teme rivali, questo mare assorto e smorto dalla tenerezza, molto simile a un miracolo, ha come mito Amore protettore che dona sguardo nuovo e nella coscienza tutta distese di spazi vuoti da colmare di Noi, nei nostri incontri.
Spazio libero, in cui sentire che mi manchi da oltre la vita.
Grazie per questo sogno,
Ha voluto amassi solo te.
 

2photo.ru


 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle luglio 02, 2009 21:14
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  sabato, giugno 20, 2009  

Nella storia
che avvolge l’anima
sei
e manchi
vestito come sempre di velo,
addosso
come spugna
-mi bagna e mi risucchia-
mi cambia,
mi dà regole e equilibri
nuovi di tenerezza
e brivido,
dove non sono assolta,
resto ferma
-nel movimento generale-
nascosta quasi per timore
sotto il Sorriso
con l’orecchio
protetto di cera
io non posso essere
non posso essere
qualcosa di diverso
dalla tua dama
non posso che camminare
leggera nel mondo
inebriata dal tuo incanto
e sorretta dal desiderio
che ho di cura
-perché se esisti-
-se esisti veramente-
l’amore non è Fantasia
è marcato tuo richiamo.
Non muoverti,
ti penso e ti raggiungo,
ti sento in un respiro
in una semplice dolcezza
di puro mistero
da condividere
con
te.

          

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un sogno di Basileia soffiato nel vento alle giugno 20, 2009 10:22
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Per i posti della pace
ogni rosa è tua presenza
ogni flusso fantasia
e immagini di voli sopra mari
azzurri e tersi
e velieri in voglia di raccontare
le date tue visioni più belle
(piuma fatata
andirivieni dei sogni)
per il tuo viso morbido ogni tocco lieve
vale una promessa lunga eterno lento
-ti seguirei anche tutta questa notte-
-ti seguire con le domande grandi-
acquistando Tutto intensità
nel mio cuore ribollisce il vento.

Vedi la sigla del mio
vagare, senti il mio gesto come
l’acqua
piovana,
per tuo potere che trova in me radici
sensazioni odorose richiamano
a sentire l’anima
quando mi dici luna
le nebbie si diradano
e gli occhi diventano semplici.

 

2photo.ru


 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle giugno 20, 2009 10:22
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  sabato, maggio 30, 2009  

Bolero,
Immenso
quel saluto mattutino per ricordarmi che sei vero e
i tuoi ricordi futuri sono anche i miei, i miei son tuoi.
Ti aspetto e ti godo,
ti aspetto e ti godo come si aspettano e si godono i processi naturali: la notte, il giorno
e  mi manchi come la vita intera, come qualcosa che guarda Futuro.
Corri a mancarmi di pari passo al Senso, alla Poesia.
Ti aspetto nella Vita intimamente rosa, come rosa per la Via.
E per i nostri lati forti, per le teorie di autoconservazione –che ci si difende per non permettere all’altro di entrare così forte e dentro- 
 quella volta ho sentivo sguazzarti nella mia anima, e così timida, così vergine
volevo un appartamento in mezzo al mondo,
per stare con te e se c’è Musica,
 con Sogni
Voglie
Baci,
e tutto il mio mondo è accolto nel tuo.
 
Veramente ti vorrei per sole moltissime ore di sole, notte, sera e giorno.
 Senza qualcuno che mi passi intorno,
..noi, un letto.
Mi basterebbe Cuscino così poggi  la testa.
Perché ci metti un attimo la notte a riaprirmi il cuore,
a ricordarmi le lotte, le volte che ho pianto di gioia, quando mi hai detto per la prima volta ti amo, mi sembra che ho un attimo solo per dirti ancora.
Di come non riesco a comprendere come ogni volta che ti vedo, è tutto nuovo, di come non comprendo e solo sento cosa Grande e Realmente Immensa
Ti sento per tutti i tuoi lati anche per quel po’ di mistero e gotico, che tieni chiuso nella tua torre dentro
se per le tue braccia
 
e non ho più paura, sono tua.
 
 
 
 

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle maggio 30, 2009 13:52
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  mercoledì, maggio 27, 2009  

   

http://www.kimerik.it/Ecommerce/Main.asp?Action=VIEWBOOK&Code=645#

é in vendita

ci sono alcune mie poesie, e una mia breve presentazione.

Grazie ad Antologica per questa iniziativa

 


 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle maggio 27, 2009 21:18
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  giovedì, maggio 21, 2009  

 
Bolero,
 
potrei amarti di un amore feroce, in un modo superveloce o superlento come la poesia, e la morbidezza,  tanto per natura del potere dell’immaginazione, ti chiedo come vuoi immaginarmi per sempre? Come puoi immaginarti? Stanotte ho sorvolato paesaggi fantastici per il tuo amore reale, per infoltirlo della creazione e dello spirito. Perché il nostro amore è pieno d’estro. Il nostro primo incontro come il sentimento della gestazione di un grande progetto, il sentimento che racchiude una storia d’anime infinita, il nostro inizio lento, quella prima sera a ripasso col tempo e un tango. Dammi il tempo infinitamente lento, ho una clessidra d’oro. Mi balzi dentro con l’occhio della tua anima, e mi chiedi cosa voglio dirti se “il mio occhio è nella tua mente”, amore folle di poesia quanti attimi ancora da succhiare insieme a te, col loro sapore di infinito tocco, di infinito ora. Pura follia, distese incantate di serena immaginazione, con gli occhi sensibili al caos. E non mi dire che quanto tengo a una cosa non so starne zitta, non mi dire che sono ridondante, lasciati andare almeno tu alle mie vibrazioni, lasciati cullare dal mio senso, dal mio sguardo, dalla nostra musica, dammi tu il tempo, superveloce o superlento, posso toccarti e sempre desiderarti. Che quella prima volta ho sentito riappropriarmi di quello che avevo perso, e forti alla gola dal basso e dall’alto provenivano slanci intensi e forti, orgasmi poetici, che mi eri vicino e mi ispiravi panico, tenerezza e mi cullavi già per le nostre alcove future. Al nostro primo bacio, ho visto noi già amarci, come lo facciamo più prontamente ora, evolviamoci ancora, evolviamoci sempre, in questo nostro immaginativo Futuro, in questo marasma di bozze tuffiamoci pazientemente e i tuoi occhi mi ridiventano limpidi, limpidi come non li ho mai né sentiti su di me, né visti. Limpidi e fulgidi di placida sensualità, sensi, sensi, sei tutti e tanti di questi sensi che scopri, e mi sveli lasciandoti andare, scivolandoci di speranza. Senti che ti voglio lentamente, in maniere assolute che vincono i nostri relativismi, che per un attimo si sommano, e mentre ti chiedo Poesia, tu mi copri gli occhi e in un abbraccio mi baci.
  
DSC04933

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle maggio 21, 2009 18:51
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  venerdì, maggio 15, 2009  

DSC05059“…per quei giorni non rivolsi la parola a qualcuno, stavo male si, cercavo di capire e scrivevo silenziosamente, realizzavo che stavo cominciando ad assumere un rapporto con la mia famiglia da innamorata, e quella forse poteva essere una comune pausa di riflessione di una comune coppia qualunque. Ma probabilmente, mi accorsi poi, che non era così. Le pause di riflessione che sono come le triplette stop codificano messaggi di proto-abbandono, invece io leggevo quel periodo (per mia speranza) DSC05080più simile al momento“chiusura in bozzolo” dopo un litigio, che ad una pausa vera e propria. Non mi sono mai piaciute le pause, ho sempre avuto, soprattutto in gioventù, un principio di atteggiamento alla vita dinamico e futurista. Quella non era una pausa, il silenzio mi sembrava (dopo numerosi tentativi di strategia) l’unico mezzo per convivere lasciando ognuno alle sue preoccupazioni, alle sue evoluzioni, ai suoi tempi. Era forse possibile una dimensione in cui gli altri non erano “bersaglio da sfogo”, si lasciava il silenzio fare da tramite, per canali di riflessione e ricomposizione degli equilibri familiari, si lasciava il silenzio porre le distanze utili ad un abbandono sincero. Non ho mai pensato a quel silenzio come un capriccio a DSC05088cavare un torto, ma per suo potere, mi faceva diventare sempre più sola, sempre più evasiva e sognatrice, e sebbene il mancato controllo delle evoluzioni degli altri ci spaventava, ciò nonostante ho sempre conservato una fiducia nel Bene, sempre ho avuto rispetto delle eccellenti considerazioni lente: quel silenzio, in quel momento della mia vita, mi sembrava fosse sceso dall’alto…”
 
 
 
15 maggio 2029
 
 
Da “Memorie di una Bastiana qualunque” 
 
 
 
 
 

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle maggio 15, 2009 12:16
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  mercoledì, maggio 13, 2009  

Un bacio d’amore a queste plasticità relative, un decoro della materia reale.
 
[Questo che stai per leggere è un diario spirituale.]
Da molto non mi parlo così per dirmi “sogna”, per dirmi trova modi creatori in te stessa, senza aspettare che Ispirazione provenga dall’esterno, che Poesia è dentro e non solo nella dimensione di Lettura. Da tempo non mi fletto per riflessioni scritte di vita, nè di filosofia, di nostalgia e torpore. Nuoto nel continuum vitae con un anno in più, con le solite voglie non corrispondenti a Reale e la solita sete fitta di libertà e creatività, con la solita voglia di lasciare qualcosa di me, sparso nello spazio: uno scritto, un abbozzo, la gioia di poter donare qualcosa come artista e la sete di Lettera. Vent’anni e il desiderio di perdere corpo, e vanificare ogni relativismo per una lode profonda al creato, al Signore, ai nostri sensi, e alla libertà. La voglia di donarmi, di rispondere ad ogni mia responsabilità, di decidere di affondare negli altri una cosa bella, e l’inevitabilità degli errori, principio di evoluzione e mancanza. Vent’anni di colloquio con i piccoli fallimenti, e le dolci sconfitte alleviate con gusto fantastico e poetico. Vent’anni per chiedere scusa alla vita del male e dell’insoddisfazione che ho sparso, e per supplicare un continuo di bene e abbondanza di intelletto e fiducia, di speranza. Vent’anni e la conoscenza inebriante e candita dell’Amore, e l’amore Immenso per una persona al mondo, la voglia di colmare di ogni delizia incantata, di ogni verso che sia nelle mie possibilità, la voglia di tessere sogni di meravigliosa pace, pace che può esistere se la immaginiamo. Ho immaginato potesse esistere amore così: Amore commuovente, sincero e fragile, Noi che si culla e si grazia di ogni rametto di gioia, e di alloro, di gaia scienza, di passione. Vent’anni e un inchino alla vita che mi ha regalato il più bel sogno di Bene che potesse accordarmi, mi ha regalato un tratto di vita con una persona infinita. Grazie di avermi fatto conoscere l’amore, la sua potenza illimitata, che non può quasi contenere un cuore umano, che si espande dal cuore per vagare oltre, sconfitta dal reale e dal male, in una lotta continua. Grazie Signore di avermi fatto vivere un attimo di Immenso, donami la forza di poter credere di farcela sempre, di non arrendermi, di poter essere un punto creativo che va definendosi con gli altri nel Tutto, e prenditi la mia Vita, i miei pensieri poetici che tornano a Te, dei fiori per il tuo giardino incantato.
 
modificata seppia
 
Buon compleanno,
Esistenza!

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle maggio 13, 2009 09:50
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Bolero,
  martedì, aprile 14, 2009  

 

 
 
la voglia che ho di essere la tua fragola dolce, maldestra e raffinata, fragile e selvaggia lascia spazio a potenze rare, per le nostre nuove strade dove ogni intenzione vola, vola via come un anelito profondo e lieve, arpeggiando tocchi e toni primaverili, sorvolando la fronte ad una valle devastata al colmo dell’attesa, alle porte del delirio estatico. E quando ti guardo gli occhi, mi sento dentro che manchi. Ti afferro intero in un abbraccio e in questa corsa dell’anima, pur apprezzando virgole e punti, sentendo i tuoi sorrisi e gemiti, assaggio insieme a te particolari plastici d’amore fatto per ricrearci, per ricreare mondo d’amore per le cose. Quando sento di richiamarti tra lo scoppio e lo svenimento, svanisco per fissarti fiera all’occhio della vita e del tempo. Per fissarti fiera vivere, imprevedibile, in quello spazio pieno che desidero: tu: tra quello che desidero. Per la tua natura eccezionale mi hai tratto nel percorso dell’amore, mostrandomi pace e flusso delle cose, raccogliendomi correre, sciolta nel respiro. Tutta l’attesa colma nel tuo sorriso, l’orgoglio della tua unicità, e la commozione nella tua scoperta. Tu che mi hai coperta interamente, conquistata, e a tratti domata, come una sfida che si sente sulla pelle e sotto. Mio unico verso e flutto: mio unico e primo flou. C’è chi dice sia normale la nostra storia e il nostro amore, c’è chi dice tu sia reale, io sia reale. C’è chi pensa non sia arte, non sia musica né magia. C’è chi dice sia normale, che l’amore sente come un gigante, che il primo amore è una flotta per tutti. Che non sia eccezionale per me, vederti in un primo paradiso da costruire insieme per il mondo, benedicendo i versi della nostra storia e donandoli al vento, e al tempo, come manifesto dell’amore, del giorno che bussa e verrà in Amore. Come sia fragile manifestare in versi il mio vagare verso te, in te. Con quali occhi oggi sentiamo Amore? Per i tuoi occhi che passano i colori dell’Anima, dell’anima che vorrebbe eccellere per descrivere l’eternità dipinta, al riparo dalle incongruenze e dai demoni, quando in mezzo agli altri salti tra i fiori e trasformi tutto in luce, quando mi proteggi e ti lasci amare con quelle morbide espressioni e tenerezze che assorbono lo spazio per trasformarlo in rosa. Mio primo amore, quando torno al mondo, dopo il nostro incontro e il distacco dal tempo, mi trovo ancora immersa, e legata a te. Eccoti di nuovo, viviamo per amare il mondo Bello insieme. L’anello che si crea coi soffioni dell’aria intorno permea l’intensità e ci richiama quando siamo soli, e siamo sedotti, e mi chiami donna e bimba, e mi saluti nuova quando sono a mezz’aria e sospesa, persa nel tuffo delle tue estensioni, nei tuoi illimitati amori. Illimitato amore, mio scrigno di gelosie! Compenetrati sentiamo altri mondi, bene e male, valanghe dal passato, presagi fioriti. In quel posto nostro, sentiamo casa nei cieli, sentiamo i sogni che abbiamo per noi, sentiamo lì i nostri sentimenti eccelsi, immortalati e appesi per l’eterno con le nostre sensazioni, quando lasciamo il corpo ci spogliamo della pelle sulla riva del mare ci immergiamo in noi, così teneramente…
 
 
 

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle aprile 14, 2009 16:18
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  martedì, aprile 07, 2009  

        

 

 

 

 

 

 

corrieredellasera.it

Quello che poteva essere me,
col tono solenne
senza stelle pasquali
solo il panico e il dolore.
La secchezza dell'estrema
desolazione
in rumori grumosi
pascoli impolverati
macerie e lacerazioni
dell'anima
tutto intorno odori
di sconfinati desii
in frantumi precettuali

solitudini


pieni di infausta ragione
io non posso
io non posso più volare..


 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle aprile 07, 2009 09:23
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Laudi: Triomphe de l'amour
  mercoledì, marzo 25, 2009  

 
Assisti un cuore poco aperto,
invalido d’amore santo
trasali in un tocco dentro e fuori
in mezzo, Immenso Amore.
 
Amore benedici amore,
che ha per tratti umani
smarrimento ed estasi,
all’amore che fuoriesce
da me
dà con l’acqua che ti
sgorga, naufragi d’estasi
privi di parole.
 
Vedo movimenti intorno a Dio
          che si chiude e si spalanca             
                                                     e cieli ovunque,                                                        
per le tue forme pure e salvifiche
salvaci.
 
Io vengo a dirti che sei santo
col tuo fluire da dentro
Amore degno
nel riverbero di pace.
 
Creatore di cuore
che ti giungano messe
e golfi d’immenso
a velate insenature.
     
Pubblicata inedita su scrivere.info
 

  

(2.photo.ru)

 

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle marzo 25, 2009 17:18
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  sabato, febbraio 28, 2009  

 
 In quale dimensione evapora la tua presenza
per quale tua Essenza hai dell’amore
le sensazioni adulte che sento fluire lungo la tua schiena
e immagino sopra la pelle
come piccole manifestazioni del Bene.
Di un Bene che insegni ad un cadavere
che perde corpo tra poesia e suono,
che acquista vita quando non sa che piacerti,
che parla a Dio con i tuoi umori
raccomandandogli la pelle per superare le diversità,
raccontandogli che mi aiuti
a non esistere, a sentirmi traversare.
 
Tu mi getti tra tutte le Cose.

        
Foto 2photo.ru
 

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle febbraio 28, 2009 09:47
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Ostica
  venerdì, febbraio 20, 2009  

 

 

Titubo nell'alta sensibilità,
ti guardo cigolare ansie,
ti guardo come uno sparviero
nel tuo tentativo di sferragliamento.
Aspetto che mi diano un nome
per le mie riservatezze implose,
dietro alle pratiche reali di materia.
Conto gli aspetti acidi ma non mi arrendo
al concreto, al razionale triste,
come ti portavo con me nell'astrattismo
delle immagini colorate,
come i nostri tocchi al reale, i gridolii
del violino della nostra amicizia.
Ti sei arresa alla noia e alla dolcezza
del tuo tempo immutevole e molle,
non c'è più spazio in te
per sbuffi buffi e per i miei affannati
getti di vapore.

 

 

Pubblicata in esclusiva per scrivere.info sezione "Amicizia"

(foto da 2photo.ru)

Sabatina


 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle febbraio 20, 2009 10:31
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  giovedì, febbraio 12, 2009  

 

 
 
Nelle pose che prendi dei discorsi
io scopro una coperta turgida,
quella stessa di mia madre,
e di chi non ha dimenticato il tempo.
 
Io adesso ho più paura,
mi taro a Dio e non so dirgli
se vicino ho la tua mano,
o l’anima che a tratti perde
d’ignoto e acquista di realtà.
 
Ma tu non ne hai cura,
la tua immagine lo sai,
è lontana più del tempo,
dimmi se sei un punto
di lontananza, al di là del vero,
dimmi se sei quello,
che io cerco e non ancora trovo.
 
Dimmi se non hai quella coperta
nei tuoi discorsi io la sento dentro,
perché immagino un punto di fuga
perché io vorrei la poesia,
ma non la trovo o non è mia.
 
Pubblicata inedita su scrivere.info

 

(2photo.ru)


 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle febbraio 12, 2009 10:11
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Metastasi d'autonomia
  mercoledì, febbraio 11, 2009  

 
Portami la sera prima di abbozzarti
con la mia leggerezza che analizza il tuo verso
abbonda il garbo d’attacco alla poesia,
che prende forma
per stralciare in uno spunto
di silenzio, le tue sublimi lezioni
di morte,
così una carezza alla tua mano
ha il dono di ogni lode.
 
Una lezione di morte
che prende forme di maestria
importante, e la mia mistica divina
ti gonfia il cuore di panico.
 

 
 
 
    
 (foto da 2photo.ru)
 
Per Altramusa “Dove ci porta il cuore”
 
Sezione “Parlami d’amore”
 
Sabatina Napolitano
 
http://www.altramusa.com/post/dove-ci-porta-cuore

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle febbraio 11, 2009 10:13
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Onda.
  venerdì, febbraio 06, 2009  

 
 
Se la felicità fosse solo un mio dominio
se non appartenessimo come tutti
ad un campo di cori,
entro il mio universo poetico
 io contemplerei quella dolcezza in potenza
 dipanarsi,  
infinitamente.
 
Risolvendoti dai legami della metafisica
con il discernimento col quale sciogli
ogni monotonia,
ti lascerei sguazzare nei miei abbandoni
per affluire alle tue cure.
 
Se non fosse che mi dilato quasi
per gli atolli di questa laguna,
mi scioglierei piena
nelle tue condensazioni.
 
  
   
“Poesia per l’amore che nasce”
Pubblicata inedita su scrivere www.scrivere.info
 
E con questa poesia chiudo la sezione “Elogi del giorno e della notte”.
Sabatina
(immagine da www.2photo.ru)

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle febbraio 06, 2009 14:52
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Effetto placebo
  sabato, gennaio 24, 2009  

 
 
La tua anima asperge il suo nome al caos
rigurgitando il mio sentimento si agita,
partorisce per sé una potenza nuova.
E tanto può sembrare ai tuoi occhi un delirio
immanente, tanto può scalfire la tua mente
che non sa parlare.
 
Da quando hai contemplato in me la musica
ti sei slanciato in un respiro furente
destato dalla molla delle mie forme
e scoperto di panico e acutezza,
mi hai lasciata solo molle
e indifesa.La passione per me ti costringe
a legare lacci con le tue emozioni.
 
I miei hanno costruito per me
un’incubatrice di panico, dove nessuno
mi aspetta per ancorarmi ad un senso,
anche un solo esausto, che mi lasci un rivolo
per una boccata d’aria.
 
 
 
 
 

      

Immagine dal sito http://www.2photo.ru


 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle gennaio 24, 2009 12:12
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  giovedì, gennaio 22, 2009  

 
 
Dal tuo volto cresce un senso segreto
che porta il seme dell’ultima conoscenza,
che conosce e non collassa
il vuoto delle distanze,
non affonda nel grembo scabro,
muore lentamente in un sepolcro mobile.
 
Annoiata nell’ultimo istante di te,
rinnego il volto instabile,
che non si catapulta nel mio golfo
serrato dal male.
 
Come quando suoni naufrago nella poesia
galleggi, ribollisci in fondo
agli abissi della realtà
 
che in ogni passo superano i volti
per trovarti lì
come ti vorrei dentro me,
sparso.
            
   
                   
Immagine dal sito http://www.2photo.ru

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle gennaio 22, 2009 16:47
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L’angolo del pignolo: voglio una poesia positiva
  mercoledì, gennaio 21, 2009  

L’angolo del pignolo: quanto meno tempo possa sprecare ad assecondare un desiderio inutile.
                  
Conduco la solita impeccabile esistenza da pendolare: col solito biglietto sola andata, tanto in testa hai la solita abitudine di pensare che per il ritorno magari qualcosa può sempre succedere e magari ti scappotti anche i 3 euro per quegli inutili 15 chilometri di merda che separano casa dei tuoi dall’università. Ma dentro ho un quid che ribollisce di quella tremenda ansia irrefrenabile, la speranza fortissima. Vado a letto presto e l’idea di non avere una tabella di marcia che precostituisca un metodico modello di riferimento equilibrato, pratico e per lo più imposto, (leggi liceo) mi fa sentire si sciolta e libera, ma di questa libertà senz’ordine, io ne ho una paura fottuta. Ho quasi vent’anni e mi trovo a camminare da sola per la casa a supporre atteggiamenti possibili per delle mie posizioni da prendere più poi che prima - in poesia una riflessione del genere su sé stessa- è detta della “meta poesia”, nella vita, quella di tutti i giorni, quella solita, “meta vita” o semplicemente filosofia? La filosofia è una scienza, come la poesia, la fisica, la matematica e l’arte: hanno tutte dimensione propria. La metavita è un ancora della lettura. L’università presuppone che tu passa un rigoroso intervallo chiuso di 30 giorni e più per dare mediamente 5 esami di cacca – e a me, a volte, sembra che in quest’intervallo si trovi un tempo indefinibile da dedicare alla famiglia - e volendo imparare ad essere una figlia, qualcuno mi può indicare come cazzo si fa? Che banalità dire che siamo nati senza il biglietto delle istruzioni, l’aveva detto quell’amica in quinta ginnasiale e io già allora pensavo che era una cagata. Però caspiterina, mi trovo a dover essere una figlia e nemmeno per una mia scelta. La regola aurea si, ma vorrei delle immagini che mi conducessero per altre vie della mente, per orientarmi a comportamenti che possa sentire giusti perché miei. Anche nella poesia, sbavo al misticismo della Merini, e mi commuovo alla durezza di Montale, mi perdo nella dolcezza nostalgica e pacata di Rilke, ma in tutto questo io cerco semplicemente la mia chiave che è si dura, ma per lo più, positiva. Io sono tutta di Dio, e se cerco spasmodicamente immagini anche laiche è perché da un lato sono stata educata a far così, e dall’altro perché ho bisogno di impiegare il tempo su questa terra fino a quando sono anch’io come tutti, un semplice pendolare ansioso. Corbezzoli sta metafora del treno che è uscita fuori è di una banalità sconcertante, mi sembra quasi comune, che spavento. Ho un’idea di romanzo, ma non andiamo molto d’accordo, lui non ha ancora un’idea di me.
         
 
          
 Immagine dal sito Http://www.2photo.ru
           
Sabatina, e un amore per lo studio, non ricambiato.

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle gennaio 21, 2009 10:34
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  sabato, gennaio 17, 2009  

 

L’anima schiude al tuo silenzio
che evapora, nell’aria accanto
emulsioni risanano
il mio corpo che esala
e raduna
una schiera tra i tuoi pensieri
celesti
 
La coscienza esalta
e nell’intrigo si risolve
per non smarrirsi
 
estraneo a forze lontane
la libertà del mio modo
ti seduce

Per il sito http://www.ilfiloonline.it/?p=106

Immagine http://www.oskarlewis.com/weblog/mupics/shadows-1/


 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle gennaio 17, 2009 12:03
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  lunedì, gennaio 12, 2009  

Io spero che non te,
ma il tuo sguardo mi conosca:
per la fissità del tuo volto
volo una via intelligibile,
nell’aria
si manifesta
l’attimo che eri
e sembravamo inseparabili
quando da te ritornavo in me.
 
    
Coigny
     
Per la rivista "Simposio dei poeti"

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle gennaio 12, 2009 21:52
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Il sogno
  venerdì, gennaio 09, 2009  

Io ti prendo intimamente
in quella indecisione del bene e del male
un sogno che a tratti chiama
le mie pieghe e cerca di afferrarmi
in specchi che non ti riflettono,
brama di alitare
sul mio collo spoglio.
 
Qualcosa di mio in te
mi mette in attesa di uno scambio
scegli ciclicamente nomi di altre
e nella ruota qualcuna ti piace,
 
la vita porta il mio nome distante,
il tempo che ci ha salvati prima,
ci separa adesso
oltraggia un nobile terzo:
il silenzio –non fa il primo passo-.
          
Coigny
       
Per l’iniziativa “Poesie in barca a vela” http://strutturanuova.altervista.org/Poesie_in_barca_a_vela.htm

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle gennaio 09, 2009 22:44
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Il filo
  martedì, gennaio 06, 2009  

Si è scandito il tempo,
dietro una nuvola fumosa
di un tuo respiro,
la guerra.
 
Mi dici che disegnerai Gesù
con l’alone lasciato
da nostro figlio:
sul vetro selciato
ora cade
la pioggia-
             

        
Coigny
  
Pubblicata per il concorso online de Il filo http://www.ilfiloonline.it/?p=106

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle gennaio 06, 2009 23:28
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Orizzonte
  lunedì, gennaio 05, 2009  

Ti ho incontrato in una valle limpida
distesa per i cigli della notte
tenebrosa e sparsa
arsa dalla morte
 
tempestoso e fragile, come lei
amico avaro di una meravigliosa
sorpresa, 
nascoso in un giaciglio
d’erba incolta,
e pensieri canditi, come lei
naufrago di congeniti addii.
                                                 

Coigny
       
[Per Antologica]

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle gennaio 05, 2009 22:36
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L’unica prosa a cuore vero.
  martedì, dicembre 30, 2008  

Una piantina serbo con garbo: dolce di miele ogni sua foglia: all’angolo come la grande ispirazione, cheta sembra sconfitta, sembra ferma ma nella mente vola vicina alle cose che si amano di più e si preferiscono: i pensieri profondi e leggeri: gli amori veri. Celata e spoglia trascurata adorna l’unica prosa che per me è reale, lo confesso, e sta attento, che non sembri materiale.
                      
L’unica prosa da portare all’unico Sole, alle Sue Mani, lode vera alla dimensione irreale col sapore di pesco, sangue del mio sangue è Tua. Non ci separi mai, che il fico ci osservi di soppiatto sempre insieme, che mi ricordi di lenire sempre ogni suo ostacolo, di proteggerlo dai suoi fallimenti, di pregare per la sua grazia, che possa godere di un suo paradiso in terra e nei cieli, che possa reggere la luce divina negli occhi sommersi di terra. Che le scelte gli sembrino chiare, senza ombre né sfiatamenti, nè curvata la strada, il temperamento disponibile e pronto, equilibrato e disponibile, dinamico e gioviale.
            
Che quest’anno sia per te scoperte e curiosità, pensieri nuovi, timidi, brillanti, giusti, che possa incontrare Gioia e salutarla per me andando a passi scalzi e leggeri, tiepidi e a volte austeri e fieri, possa incamminarti solo per i sentieri di Vita nei suoi pascoli erbosi e nelle desolazioni delle guerre e dell’odio, e fatti amico Tenacia, non arrenderti, bussa da Speranza, anche se non ti apre mai, stai certo non ti apre mai, ma intanto che bussi mentre aspetti, sta a vedere che passa sempre a trovarti Idea. Che tu abbia l’Intelletto e la Sagacia di aggirare gli ostacoli e i pericoli. Che sappia intuire la via dei vicoli ciechi che tu scopra presto Musica: ti farà compagnia e non ti tradirà mai. E le passioni, ti salveranno da un pomeriggio triste.
           
 
Un fico garbato
osserva celato
Desiderio leggero trasparire
Gioia covando
intrecci indissolubili:
legami di pesco.
     
A mio fratello Antonio.

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle dicembre 30, 2008 17:00
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Per chi soffre di poesia: Perché l’ispirazione è una cazzata intelligibile. Secondo stadio.
  domenica, dicembre 28, 2008  

             
                             
Ciao, promettimi che non farai domande. Ho chiesto all’immaginazione come tu impegnassi il tempo quando qualche volta capiti che non pensi a lei: la consultazione mi ha suggerito di spiarti mentre te ne vai passeggiando per le vie blande, pingui e tenui del fiume che ti passa accanto e ti vedo leggi-e-pensi e tiri sassi cercando di superare il terzo rimbalzo. Tra la fame di questi giorni non c’è autore che abbia scritto di me, né pagina che porti il mio numero di matricola, né parola che ti riporti a me con la lettura. Né “legame”, né “metafisica”, né “poesia”, né “dimensione dell’anima”, né “preghiera”, né più “musica”. Tu non conosci i regni dell’intelligibile, sei come la carta, la ceramica, le lenzuola che non sfreghi da solo. In quello che dipingi non ci solo fili paranormali che centrino con-me, che-me ne vado girando a largo. Né ti chiedi come mi passa questa nuotata, se sono stanca, se m’appoggio ad una boa, se tu non ci sei chi ha preso il tuo posto. Ma tu sei come la carta diversa dal silenzio, e dal vuoto che sento.
               
               
(Immagine di Brigant)

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle dicembre 28, 2008 00:30
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Incontro divino
  lunedì, dicembre 22, 2008  

Inesplorate infinità di paesaggi distesi
come pallidi sogni nelle guance materne
abbandonate tra suoli paurosi e persi
scarpe vecchie di logorio e morte,
in uno sguardo collego a Te:
suoni un’Aria Immensa al pianoforte,
affondo nel plasma dell’Essenza.
 
Poesia lasciata su un’irta scogliera
orli di metafore e qualche riflesso lunare
nel mio Caso giorni fragili d’alloro,
morta. Il desiderio dipani
le vele se non si trasformano in ombre,
tutte le gioie toppate:
l’anima un deserto desolato.
 
Il tuo Immenso glaciale un’alcova
d’oro, le membra fonti di potenza viva
alberi di affetto perfetto: i tuoi occhi.
Non si arrenderanno le metro a Shanghai,
abbondano le selve vergini, e avanzerà il Sahel,
così il Vesuvio s’inneverà la cresta
la tela bianca guarda compassionevole.
            
         
(Foto di Brigant)
    
(Auguro a tutti voi un Buon Natale! Vi abbraccio calorosamente)
              
                 
         
Vostra, Gap.

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle dicembre 22, 2008 15:27
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  lunedì, dicembre 08, 2008  

Le distrazioni deviano sere d’inverno dall’asse d’apollo
  sbandierate e standardizzate portano in borse un manipolo
 di svilite speranze stellate: miracoli mancati
incantamenti spenti che non riposano: negli intrighi
all’ombra del casco solare incontro note galleggianti
in giochi d’acqua,  luci di besciamella e metamorfosi col profumo
del tuo viso. Arlecchino di toppe nostalgiche strappate
da altre mani riduci a brandelli l’anima come se sparissi.
                  

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle dicembre 08, 2008 12:48
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  mercoledì, dicembre 03, 2008  

Portati un girasole alla messa invernale,
           
equilibri statici senza ricambio d’energia, il giorno
              
morente in sonata: ricordi di amicizie dispensano
                    
pensieri senza specchio: una sorpresa schiocca
        
baci di alghe e d’allori. La lontana aura illumina
           
il petto, all’ angolo gattine morte rigate all’aria
                    
miagolano un paesaggio lunare col passato da Parche:
                   
dimenticano respiri strisciati sul recinto crudele. Parole
                 
di persone spente sfaldano grida d’inverno, si sfasciano
             
in ghettumi di rospi mille ghiribizzi di fragili desii.
                 
Petali di crisantemi estinti sulla corrugata specie,
                  
anello mancato gettato tra i rifiuti del capezzale,
               
ginepro di pensieri nefasti portanti una preghiera
              
marinaia con un pensiero se mai fossi rinato,
              
incontentabilità.
     
DSCN4966
              
         
"per un battito d'ali"

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle dicembre 03, 2008 23:03
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Per chi soffre di poesia: perché l’ispirazione è infame. Primo stadio.
  lunedì, dicembre 01, 2008  

Quando c’è un’ispirazione mi dura tutto un giorno, poi svanisce e se la porta la notte infame. È come comporre e mettere scatole di sale e una ad una delle note, è che tu devi scrivere e basta. Quando c’è un’ispirazione è come uno stadio di amnesia, devi solo posarti lì al tavolo e scrivere. Alcuni la chiamano eudamonia, altri pura e semplice, una felicità. Che quando c’è l’ispirazione devi raccoglierla e basta e ti senti malato, o divinizzato. La mano passa da sola sul foglio. Anche l’inutile entra in un tassello, tutto il caldo il freddo il bello, tu ci stai d’incanto, ci stai dentro fino al collo. Al recinto di un bidello o di un bordello. E per il pittore prendere una tavolozza mischiare colori con riflessi scuri, amori dai richiami chiari. Non guardarmi quando c’è l’ispirazione entro in uno stadio d’ansia da creazione per delle ore, a volte succede ad uno stato di manchevolezza, una fragile frustrazione. La prima ispirazione resta in sotterfugio, poco reale sta lì mi guarda così. Mi sembra Guttuso che si prona al mio nudo sul letto. Che mi vergogno perché non so di quale stupida timidezza vivo, mi sento nuda e fragile. La prima ispirazione è un amore di superficie, è un flusso-riflusso, un getto d’intenso che posa e spassa e frulla d’ingegno. È come una cosa che sta lì per piacerti e basta, è la donna di una notte. L’uomo di un bacio e basta. La prima ispirazione è quella che vivi spento e lento, è un climax lieve, un gioco di speme, che ti muori tra le sue braccia e la guardi e le mordi le labbra finalmente dopo tanto aspettare, che non ce la fai ti piace e basta, stai lì e pensi che sei fritto e non sai manco perché parli di lei al femminile. No. L’ispirazione è uomo. Perché mi prende tutta, io non so più chi sono io, che se convivi mi dici “aspetta” quella matta sta in quel mondo dove incontra i drogati. E tu dici la droga, peggio: la malvasia e l’ambrosia. Che dire “Sali con me” ma poi penso che sia inutile, non lo fare, resta dove vuoi. “Fatti i fatti tuoi!” “Vai, vai sulla barca di Caronte”, infame come lei. “Vai!” La prima ispirazione è uno stato del tutto dimenticato come te, ingaggiato nell’amalgamare generale, praticamente Niente. Uno scalino può esserlo, ma forse no, voglio solo dirti che quando sto così, io sono malata.
     
Primo monologo pensato per donna da fenomeno da baraccone (leggi bizzarra).
      
 
(Immagine dal web)

 
un sogno di Basileia soffiato nel vento alle dicembre 01, 2008 12:29
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Il sottile gioco dei non sensi


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Abisso dei poeti

























Raccolte delle poesie di Gapemotivo
addio
aforismi di una napoletana dimen
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amore e morte
angolo del pignolo
b
baleno
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sfoghi passionali
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stati danimo
storia
storia del cinema
storiette
stress
taedium vitae
teatro
tenerezza
teologia
test psicologici
tristezza
utopia
Éloges des nuits et des jours












































Aromi di pesco frizzano all’aria
e scoppiettano come
schizzi di frutta,
arpeggi di chicchi di
caffè che sbolliscono sulla pelle.
E a me sprezzi di latte
acido, spranga alla folle
di silenzi che non van più
parlando di valle d’amori


L'altra faccia della luna




















































AltraMusa, piccolo salotto letterario
















































Segnalato da Manuale di Mari - Poesia e letteratura nei mari del web










Blog degli Autori - Scrittori nella Blogosfera - Premio Speciale del Molinello per la diffusione della letteratura nel web









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La Mente e il Cuore










Scribacchiando Sogni











image

























Con tornita flessibilità
le stelle ammaliano
la morbida sera,
e un carezzevole
frizzo di gelo
lusinga con tocchi di blu,
gli artigli di un istinto
amazzone che si
racconta tra le fresche
lenzuola, sfumando
come un’ombra,
al crepuscolo del giorno.













(Edgar Lee Masters Antologia di Spoon River)

Io vorrei dire a questa generazione:
Imparate qualche verso di verità o di bellezza.
Potrebbe servirvi nella vita.
Mio marito non ebbe niente a che fare
Col fallimento della banca -- era solo il cassiere.
Il crak fu dovuto al presidente, Thomas Rhodes,
E a suo figlio, leggero e senza scrupoli.
Eppure mio marito fu mandato in prigione,
E io rimasi sola con i bambini,
A doverli nutrire, vestire e mandare a scuola.
E lo feci, e li avviai nel mondo
ben puliti e robusti,
E tutto grazie alla saggezza di Pope, il poeta:
"Recita bene la tua parte: in questo consiste l'onore."











Alla luna



Soffia dal tenebroso
cuore di mandorla,
l’odore di zucchero
filato, fresca e dolce,
o candida,
e nei tuoi giochi di ninfa,
attorcigli coroncine di
stelle e giorni
che svaniscono.
Con i seni d’avorio
posati sullo
scoglio marmoreo,
spumeggi
la felicità del tuo mare,
e col sorriso frizzante
dell’acqua
quante perle rubi!
Mentre tanta gelosia
e nostalgia è riflessa nelle
tue ombre, o Luna,
resto a guardarti,
come Polifemo, in fiamme
di panna.




Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido...
Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non e' mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente. Per la persistenza dell'immagine nella retina, le cose in movimento si moltiplicano, si deformano, susseguendosi come vibrazioni, nello spazio che percorrono. Cosi' un cavallo non ha quattro gambe: ne ha venti e i loro movimenti sono triangolari.[...] Lo spazio non esiste piu': una strada bagnata dalla pioggia e illuminata da globi elettrici s'inabissa fino al centro della terra. Il Sole dista da noi migliaia di chilometri, ma la casa che ci sta davanti a noi non ci appare forse incastonata dal disco solare ? Chi puo' credere ancora all'opacita' dei corpi, mentre la nostra acuita e moltiplicata sensibilita' ci fa intuire le oscure manifestazioni dei fenomeni medianici ? Perche' si deve continuare a creare senza tener conto della nostra potenza visiva che puo' dare risultati analoghi a quelli dei raggi x ?






Era una sorpresa lo scarico della tua voce



Era una sorpresa lo scarico della tua voce,
una chimera in un gorgoglio feroce,
una lucciola che scrosciando

in un flusso a spirale, baluginava
e si smorzava in una chiusa tronca,
sfiatando l’ultimo tizzo d’aria.

Il timbro bolliva note acute e basse,
rampate di grida salmastre ed arse,
follando vie disincantate e sparse.

Era quella la tua voce brulla,
il tintinnio del carillon color
dell’ambra, mi lasciava il vuoto
del bimbo senza la mammella.






Costellazione: L'urlo

Lionessa t’aspetto soldato
che vieni dopo la corsa, azzannando
l’ultima preda, e uno sconquasso
tutt’intorno scossa, l’alito tremante
del mondo salta e la vita ferina
rattempera la trilla di
trombe che squilla.
È una rattezza di destrier
di legami in slegamenti,
ma pensieri folletti
e ballerini come una
musica che non si scolla
nel cervello da un cassetto,
s’agitano nervosi, ridipingendosi
nelle giulive meraviglie
estive, tanto che sgranocchiando
l’idea di scorgerti, tutto il tremendo
tumulto aromatizzante della
terra, per un attimo, mi si
è congelato in un respiro.































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